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NUOVO OSPEDALE DI TERAMO. PER IL COMITATO TECNICO “E’ MEGLIO” FIUMICINO. VEDREMO QUANTO CONTA LA VOLONTA’ POPOLARE

Il rapporto dei “saggi” è lungo. Pagine e pagine di riferimenti, numeri, disegni, proiezioni. Un vero labirinto ove districarsi e cercare di capire dove andare a parare per convincerti che Fiumicino è meglio, è un’impresa. Il linguaggio poi non aiuta.

La risposta al quesito posto dal Comune di Teramo nel corso del consiglio del 17 ottobre scorso, è dunque arrivata: In calce alla fine della lunga relazione si scrive: “Pertanto, alla luce di quanto descritto, realizzazione del nuovo ospedale in sito diverso da quello già individuato, ossia nell’area di Villa Mosca”.

Abbiamo cercato di cogliere i punti elaborati dalla commissione, un gruppo composto da esperti della Asl, ingegneri e rappresentanti della Regione. Un bel compitino. Ma ha un difetto. Un compitino senz’anima. Non per colpa della commissione, naturalmente, la quale ha soltanto risposto a quel che gli è stato chiesto. Gli hanno chiesto dei numeri e loro hanno risposto con i numeri. I quali, per loro stessa natura non tengono conto delle conseguenze che certi atti possono avere sul territorio. E’ fuori di dubbio che depotenziare se non annullare completamente il sito di Villa Mosca – e viste le esperienze passate quest’ultima circostanza è molto probabile – avrà conseguenze negative sull’economia della città, col risultato sempre più evidente di spostarla altrove.

La commissione sottolinea alcune criticità dell’area di Villa Mosca, come “l’antieconomicità di un’eventuale adeguamento sismico e normativo”, la presenza di una pineta protetta, spazi ristretti, specificando che “la dimensione del nuovo fabbricato porta a saturare quasi completamente lo spazio residuo” ai fini dei lavori nel cantiere e così via. Il consumo di suolo nell’area Fiumicino, la sua vicinanza al corso del fiume Tordino, l’imponente (e ghiotto) ammontare dell’investimento oltre 300milioni di euro, più di quattro volte superiore a qualsiasi riqualificazione e adeguamento sismico di Villa Mosca, non sembra impressionare.

Insomma, Fiumicino è meglio, dicono. Se poi il trasferimento del nosocomio comporterà un ulteriore schiaffo alla città, sia sotto il profilo economico che sociale, non è un problema che riguarda un tecnico e fin qui ci troviamo d’accordo. Riguarda però la politica che non può invece non tenere conto degli altri fattori che coinvolgono la vita della comunità amministrata.

17 OTTOBRE 2023. UN VERBALE FURBO

Il verbale di chiusura nel quale il consiglio comunale del 17 ottobre scorso si espresse a favore del sito di Villa Mosca, confortato tra l’altro da altrettanti illustri pareri e spinto dalla volontà popolare conclamata con più di diecimila firme, lasciò tuttavia un varco aperto. In fondo, all’ultimo rigo riportava una frase che pareva buttata lì quasi per caso, puramente formale che in sostanza affermava: “noi siamo per Villa Mosca, ma saranno comunque i tecnici a decidere”. Parole che lavano la coscienza e esonerano dalle responsabilità. Il modo per dire al popolo, noi non c’entriamo. Di fatto la direzione era già tracciata.

Vedremo adesso come l’amministrazione comunale valuterà il documento. Si saprà se la volontà popolare avrà ragione sui numeri.

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