HomeNewsNuovo pozzo in adriatico, no triv “enti ricorrano al Tar”

Nuovo pozzo in adriatico, no triv “enti ricorrano al Tar”

Come un orologio svizzero, subito dopo l’autorizzazione per la perforazione di un nuovo pozzo in Adriatico, in un’area estesa per oltre 128 kmq al largo della costa tra Martinsicuro (Teramo) e San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), che il coordinamento dei No triv lancia un invito”ai Comuni interessati, alla Provincia di Teramo e alle Regioni Marche e Abruzzo, la strada maestra del ricorso al Tar Lazio, per bloccare questo nuovo progetto di aggressione al clima, all’ambiente e al territorio”.

“Con la pubblicazione del BUIG del 31 agosto 2022 – si legge in una nota del Coordinamento – è tornato prepotentemente alla ribalta il caso della concessione Eni B.C3.AS per la coltivazione di gas e gasolina, rilasciata nel luglio 1973, scaduta il 7 luglio 2018, che ha continuato a produrre oltre la scadenza. Nel 2021 ha erogato 2.345.200 mc di gas e 138.392 mc di gasolina, con il suo unico pozzo produttivo ed erogante ‘Emilio 008 DIR B’, a cui Eni si accinge ad aggiungere il nuovo Donata 4 DIR, entro le 12 miglia marine dalle linee di costa. Visti i tempi di crisi energetica, è bene precisare – prosegue il Coordinamento No Triv – che il prezzo del gas estratto dalla B.C3.AS viene fissato sulla borsa di Amsterdam e che la risorsa non è di proprietà dello Stato Italiano, bensì della multinazionale Eni che può venderlo a chiunque desideri e alle ‘sue’ migliori condizioni”.

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1 COMMENT

  1. Non so se la notizia sia vera.
    Se fosse, bisognerà fare una legge che proibisca di allacciarsi alla rete gas a chi è contrario.

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